Pernia e Cola

Commedia tradizionale in vernacolo di autore anonimo; essa deriva dalla Cantata dei pastori, che a sua volta  scaturisce da: “Il vero lume tra le ombre” di Andrea Perrucci, alias Ruggiero Casimiro Ugone, composta nel 1695. Il canovaccio di Pernia e Cola arriva fino ad oggi dopo ripetute rivisitazioni di  molti “registi”, “capocomici” o semplici appassionati che spesso hanno dovuto lavorare con la memoria dei protagonisti che via via l’hanno rappresentata.
  Non è possibile risalire ad una vera datazione del primo adattamento teatrale, anche se si pensa che esso appartenga alla prima metà del 700, comunque, il manoscritto più antico risale al 1875.

  
La commedia, senza tempo e con una storia semplicissima, si cala nella realtà ambientale di una masseria in una contrada di Mesagne e racconta l’atavica lotta tra il Bene, la nascita del “Verbo Umanato” ed il Male, Lucifero che contrasta tale Natività. In questa lotta si inseriscono i vari personaggi: Pernia la massara, Cola suo marito, Ciciello girovago napoletano che rappresenta la trasfigurazione caratteriale di Pulcinella, i due figli della coppia di massari Narciso e Mirteo ed un pomposo Astrologo che danno corpo, tra frizzi e lazzi, ad uno spaccato di vita quotidiana in cui gli spettatori si vedono coinvolti e rappresentati.
   Questo è stato, e resta, il vero successo di Pernia e Cola, commedia popolare brillante, ormai tradizionale appuntamento teatrale natalizio di tutti i mesagnesi.